Risonanza per il mal di schiena: perché la foto della colonna non spiega il tuo dolore

Molti pazienti vengono da me in visita avendo già fatto una risonanza magnetica, quando in realtà non sempre questo esame è utile. Quando vedo una risonanza magnetica riesco a capire se effettivamente ci sono dei danni a livello di un disco o se potrebbe esserci un’infiammazione a livello nervoso, ma la struttura non è il dolore.

Molti blocchi dipendono da una temporanea perdita di mobilità e tolleranza al carico, e non da un danno permanente.


Il dolore non è proporzionale alla lesione

Il dolore non è mai direttamente proporzionale al tipo di lesione. Questo significa che a volte ci sono dei piccoli danni e il paziente ha tantissimo dolore; a volte, invece, il danno è molto esteso ma il paziente non sente assolutamente nulla.

Questo succede perché il dolore non è un semplice segnale elettrico immediato che viaggia in modo lineare dai tessuti periferici al cervello. Non è una semplice reazione meccanica, ma è un processo complesso in cui il sistema nervoso rielabora gli stimoli basandosi anche sulle esperienze passate.

Oggi sappiamo che il dolore funziona in gran parte come una previsione che fa il corpo. Quando parliamo di mal di schiena, il sistema nervoso si predispone e si anticipa al dolore basandosi su quello che ha vissuto in passato. Questa è una cosa assolutamente importante da iniziare a scardinare perché è una mentalità molto diffusa che spaventa inutilmente i pazienti.


Sedentarietà e ricerca di soluzioni veloci

Spesso il dolore è dovuto al ricordo del passato, a una rigidità che si è instaurata o a molta immobilità. Penso soprattutto ai pazienti tra i 50 e i 60 anni che passano tutto il giorno al computer: sono molto statici, fanno poca attività fisica e tendono a cercare risoluzioni molto veloci.

In realtà il discorso è molto ampio, è difficile da banalizzare, e in questo contesto il risultato della risonanza perde spesso di significato.


Quando la risonanza magnetica serve davvero?

La risonanza diventa importante nel momento in cui ci sono dei gravi danni strutturali, nei casi in cui bisogna andare da uno specialista o da un neurochirurgo perché si inizia a pensare alla chirurgia.

Parliamo di situazioni in cui:

  • Il dolore è fortissimo e non si dorme la notte.
  • C’è un discorso neurologico importante con perdite di forza evidenti.
  • Il paziente non ha più il controllo degli sfinteri (ovvero “se la fa sotto”).

In questi casi la situazione è molto grave. Ma escluse queste urgenze, il 90% dei pazienti nella media ha bisogno di un approccio diverso, focalizzato sul movimento.

Se ti ritrovi in questa descrizione, passi molte ore al computer o hai un dolore alla schiena che stai cercando di risolvere solo leggendo un referto, puoi fare una valutazione della colonna in studio. Ricevo a Roma Nord, in zona Montesacro (Via Veglia).


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